IL MISTERO DEGLI INVISIBILI AL FISCO


Di recente i cittadini hanno ricevuto le cartelle della Tari (tassa sull’igiene urbana), relativa all’anno 2015; gli oneri fiscali sono ormai divenuti, per cittadini e imprese, insostenibili.
Tuttavia c’è chi per anni è riuscito a sfuggire, in modo clamoroso e misterioso, all’attenzione del fisco, non essendo censito nell’anagrafe tributaria comunale. In altre parole esistono soggetti a cui nessuno ha mai chiesto la tassa sui rifiuti poiché non compaiono tra gli elenchi dei contribuenti! Tra questi, oltre a 3159 utenze domestiche accertate, risultano anche importanti attività imprenditoriali locali, noti studi professionali, istituti religiosi e concessionari comunali.

L’impunità e mai rilevata evasione, attualmente in corso di accertamento, si aggira intorno al milione di euro. Data la gravità della vicenda, abbiamo trasmesso la documentazione, di cui siamo entrati ufficialmente in possesso, alla Corte dei Conti. È infatti lapalissiano che se tutti pagassero le tasse, queste ultime sarebbero meno onerose! Ma appare altresì evidente che delle due l’una: o l’attuale amministrazione comunale non considera l’equità fiscale una priorità, o dietro questa situazione incresciosa si cela un preciso disegno che al momento ignoriamo. Tertium non datur. Intanto gli unici a rimetterci sono come sempre i cittadini onesti. Tanto paga Pantalone!


 

 

CRONACA DI UNA FARSA ANNUNCIATA


Finisce in un nulla di fatto il Consiglio Comunale che avrebbe dovuto discutere la fiducia (legittima?) al presidente Russo.

Avevano firmato in tredici, sembravano determinati a sfiduciare il Presidente del consiglio Ciro Russo (sulla legittimità formale della mozione avevamo ed abbiamo diversi dubbi, ma li abbiamo lasciati fare curiosi di vedere dove andassero a finire) reo di aver denunciato pubblicamente, prima lui e poi il suo movimento, tutte le “inefficienze” di questa giunta. La maggioranza non aveva gradito le ultime comunicazioni fatte circolare da “Liberamente San Giorgio”, e non si era accontentata di vedere Russo abbandonato dal suo assessore Chianese e dal suo consigliere Emozione, era fermamente intenzionata a mettere fine al mandato di presidente, o almeno così sembrava, peccato che all’appello iniziale lunedì 23 Gennaio fossero presenti solo cinque componenti: i consiglieri Arpaia, Velotta, Farina, Iacono, Mignano, per onor di cronaca il consigliere Pasqua era l’unico giustificato.


Velotta, primo firmatario della mozione ha aperto i lavori leggendo una conversazione della sera precedente in cui il sindaco Giorgio Zinno (che pure doveva avere le sue preoccupazioni con la richiesta di rinvio a giudizio in udienza preliminare il giorno successivo) si scusava per non poter essere presente a causa di altri impegni. C’è stato, come da copione, qualche battibecco veloce dopodiché la maggioranza, o ciò che ne rimane, ha abbandonato l’aula non prima di far recitare al consigliere Velotta la formula magica della verifica del numero legale, alibi supremo per sospendere il consiglio. Ciro Russo ha infine indetto il prossimo consiglio per il venti febbraio. La prima cosa che deve essere sottolineata è che l’ultimo consiglio comunale si è tenuto il 12 dicembre e quello successivo ci sarà a fine febbraio. Al di la della plausibilità individuale di tutti i componenti della maggioranza, su cui pure nutriamo notevoli perplessità, il dato sconcertante è una così prolungata assenza del lavoro consiliare. Se non tuonasse continuamente contro i suoi stessi compagni verrebbe da sospettare che Russo stia prendendo tempo per ricucire gli strappi prima che diventino fratture, ridimensionare le pretese o giocarsi gli ultimi assi nella manica. Ma noi non pensiamo questo perchè altrimenti dovremmo credere che con le denunce sue e del suo partito egli stia solo inscenando una commedia a spese dei cittadini, siamo sicuri invece che vedremo fioccare atti consiliari e amministrativi, dello stesso Russo, che continuino sulla strada della protesta. Altra cosa è invece il comportamento dei membri della maggioranza, la totale assenza di rispetto dell’istituzione comunale e del cittadino, stiamo ancora cercando di capire quali promesse elettorali possano far dimenticare questo modo di agire: convocare un consiglio per reagire alle accuse di un compagno di squadra e poi farlo saltare. Vengono in mente i tamarri quando litigano per strada: uno fa finta di voler saltare addosso all’altro ma intanto controlla che gli astanti lo mantengano bene perchè non ha la minima intenzione di attaccare ma solo di fare finta, guappi di cartone, è un’espressione che può tornare utile in questi casi. Adesso noi non chiediamo le dimissioni di nessuno, se fosse per noi nessuno di loro starebbe li, noi al passante, al cittadino all’elettore poniamo un’altra domanda: davvero è questo il massimo che ti meriti?


 

 

IL DISTRETTO RISTRETTO

Il riordino della gestione del ciclo delle acque in Campania è iniziato ed il Sindaco di San Giorgio a Cremano è in prima linea sul fronte opposto.
Lunedì 19 Dicembre 2016 si sono svolte le elezioni per i Consigli di Distretto dell’Ente Idrico Campano, il sistema di votazione, di secondo livello, coinvolge soltanto i Sindaci, chiamati ad eleggere trenta componenti per ciascun Consiglio. Eppure, eletto tra gli eletti, il Sindaco Zinno ha preferito mantenere un profilo basso, senza sottolineare né la candidatura né tantomeno la sua elezione all’interno del Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano, sebbene rappresenterà numerosi cittadini, non solo sangiorgesi, poiché, solo un candidato ogni trenta comuni circa occuperà uno scranno al Consiglio.
L’elevata rappresentatività e la centrale rilevanza dell’organo eletto all’interno del funzionamento dell’ente idrico farebbero presuppore i migliori scenari per la tanto attesa ripubblicizzazione dell’acqua; e allora, perché non dare pronta comunicazione dell’elezione del primo cittadino sangiorgese ai suoi concittadini? Dichiaratosi più volte favorevole alla gestione pubblica del servizio idrico, ribadendo la necessità di rispettare la volontà popolare espressa con i Referendum del 2011, sia in campagna elettorale che durante il Consiglio Comunale monotematico sull’acqua, cosa sta omettendo di dirci il Sindaco questa volta? Ebbene, una rinnovata alleanza regionale con Forza Italia ha riaperto il fronte delle larghe intese campane: la lottizzazione da manuale Cencelli ha permesso al Sindaco Zinno di presentarsi all’interno di una lista congiunta alle elezioni dell’Ente Idrico Campano per contrastare le liste dei “Comuni per l’acqua pubblica”, composte dai Sindaci della Rete per l’acqua pubblica e dai comitati civici. In perfetta continuità con la linea politica del partito, già evidenziata a livello nazionale e regionale, anche sui territori il modus operandi non cambia: fare sempre l’esatto contrario di quanto promesso agli elettori.
Sul fronte opposto, la rete civica per l’acqua pubblica è riuscita a creare un’alternativa compatta e, per la prima volta, a coinvolgere un cospicuo numero di Sindaci con un programma che punta dritto alla costituzione di un’azienda speciale consortile, controllata unicamente dai Comuni, conseguente alla messa in liquidazione di Gori Spa. Quest’ultima, intanto, continua ad accumulare debiti milionari, tali da non permettere neppure la certificazione dell’ultimo, catastrofico, bilancio sebbene, nel frattempo, abbia aumentato il deposito cauzionale fino a sessanta euro, spalmandolo in quote da dieci euro ciascuna su diverse bollette trimestrali. Il contrasto all’accaparramento delle risorse idriche ed alla loro gestione scellerata, cui corrispondono esorbitanti tariffe gravose per i cittadini, sarà svolto dai Sindaci e rappresentanti dei cittadini eletti nei Consigli di Distretto dalla lista dei “Comuni per l’acqua pubblica”.
Il “cambio di rotta” del Sindaco sangiorgese, per chi ha creduto di aver eletto un rappresentante dalla parte dei cittadini, oltre a dover essere reso noto pubblicamente, presupporrebbe anche un’assunzione di responsabilità da parte del primo cittadino sangiorgese per aver operato una scelta, non solo dannosa ma, ancora una volta, in netto contrasto con le linee programmatiche per le quali il suo governo ha ricevuto la fiducia degli elettori.



 

 

IMMOBILI CONFISCATI: A CHE PUNTO SIAMO?


Ricordate quando il Sindaco, in risposta alle pressanti richieste del consigliere Danilo Cascone del M5S attraverso i Social sul mancato utilizzo degli immobili confiscati, dichiarò pubblicamente che egli sapeva “soltanto abbaiare alla luna?”
Tra le sue deliranti invettive nei confronti del consigliere M5S, il Sindaco dichiarò pubblicamente anche: “l’impressione che traggo è che il consigliere abbia raccattato un po’ di informazioni sulla vicenda qua e là all’interno del palazzo comunale, poi, capendo che il problema stava arrivando alla sua conclusione, abbia deciso di intervenire sul tema”. Quel problema, a distanza di circa un anno, non è mai stato risolto, diversamente da quanto dichiarato dal primo cittadino. Ad oggi, difatti, i 2 immobili di proprietà dell’Ente (ubicati nel Parco Quadrifoglio di Via Marconi), confiscati da anni alla criminalità organizzata, restano ancora in attesa dei lavori di riqualificazione. Per questo motivo il M5S ha presentato una nuova interrogazione che dovrà essere discussa in occasione della prossima seduta di Consiglio.
E’ bene ribadire che nei 2 appartamenti andrebbero, come da progetto, collocati una casa famiglia per minori ed una casa accoglienza per anziani. Questo almeno nelle intenzioni risalenti al 2012...
Loro non molleranno mai (gli conviene?), noi neppure!


 

 

 

CARA MENSA, CHI PUÒ PAGARE RESTA, CHI NON PUÒ VA VIA


Aumento del costo dei buoni pasto per gli alunni delle scuole pubbliche non residenti nella “Città dei bambini e delle bambine”.
La Giunta Comunale, tramite delibera, ha previsto, per l’anno scolastico 2016/2017, l’incremento e la differenziazione del costo della refezione scolastica per gli alunni di scuola materna e primaria non residenti sul territorio comunale. L’immediata esecutività della delibera permetterà di applicare le nuove tariffe a tutti, indipendentemente dall’anno di iscrizione.
Le nostre obiezioni riguardano non solo l’opportunità di creare una neonata “diversità” tra bambini residenti in territori limitrofi e naturalmente connessi nel tessuto economico e sociale, ma anche la comprovata assenza di giudizio di questa Amministrazione nel prevedere tale incremento per tutti i bambini, inclusi quelli che risultano iscritti agli anni successivi al primo. Per queste ragioni abbiamo richiesto un’immediata rettifica della Delibera, esprimendo le doverose perplessità in sede di Commissione.
E’ compito dell’elettore giudicare le scelte economiche compiute dall’Amministrazione della “Città dei bambini e delle bambine” ed il loro ritorno in termini di benefici ma, quantomeno, incrementare le tariffe della mensa solo per i “nuovi” iscritti al primo anno del ciclo scolastico, sarebbe stata una previsione doverosa.
E’ all’atto della scelta della scuola alla quale iscrivere i propri figli che i genitori devono essere messi a conoscenza dei costi previsti per usufruire del servizio mensa e, solo in questo modo, potranno essere in grado di fare le giuste valutazioni. Ma poi, perché rendere la nostra cittadina meno inclusiva per i bambini?
Nell’analisi dei costi operata dall’attuale amministrazione è stata inserita la possibile perdita di circa 500 iscrizioni nelle scuole comunali del nostro territorio? Il contributo volontario versato dai genitori degli alunni delle scuole materne e primarie rappresenta un forte sussidio per lo svolgimento delle attività scolastiche e, di certo, una diminuzione delle iscrizioni non è auspicabile né per i dirigenti delle moderne “aziende” scolastiche, sempre alla ricerca di fondi da reperire per finanziare progetti, né tantomeno per gli insegnanti “precari” in continua ricerca di una stabilità lavorativa.


 

 

 

CARA PINA TI SCRIVO...


Buongiorno On. Picierno,
a scriverle è il Consigliere dell’area metropolitana di Napoli appartenente al M5S Danilo Cascone. Da sempre lei si batte in prima linea a favore della Legalità. Prova ne è il suo attivismo sul tema, in particolare sul legame tra territori e pubbliche amministrazioni locali.
Vivo è ancora il ricordo del sit-in organizzato all’esterno del Comune di Quarto durante lo scorso Gennaio in cui lei non fece mancare la sua presenza per chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco Rosa Capuozzo, accusato, senza mai aver ricevuto un avviso di garanzia da parte della Magistratura, di omissione di denuncia per presunte pressioni effettuate da un ex Consigliere del proprio gruppo. Consigliere che, secondo la cronaca, avrebbe avuto dei legami con alcune famiglie legate al mondo della malavita. Esemplari ed encomiabili le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa: “Il sindaco Capuozzo deve andare via subito. Non c’è tempo da perdere. Non possiamo aspettare l’intervento della commissione d’accesso. La gestione democratica del comune va ripristinata da subito. Serve una nuova competizione elettorale a cui partecipino tutti i partiti”. Ciò premesso la informo che non molto distante da Quarto, ossia precisamente a San Giorgio A Cremano, (con circa 10.000 abitanti in più rispetto a Quarto), mio Comune di provenienza ed in cui ricopro attualmente il ruolo di Consigliere comunale, il primo cittadino è stato raggiunto, circa un mese fa, da una richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica di Napoli per gravi reati contro la Pubblica Amministrazione quali l’associazione a delinquere, la corruzione e la turbativa d’asta. Nonostante diversi inviti pubblici alle dimissioni, culminati in una mozione di sfiducia promossa dalle forze politiche locali di opposizione ma mai riuscita ad approdare in aula di Consiglio, ad oggi, il sindaco Giorgio Zinno non intende rimettere il suo mandato. L’immagine della Città risulta irrimediabilmente lesa e la credibilità dell’attuale Amministrazione fortemente minata e ciò, in linea con le sue posizioni legittime richieste “di ripristino della gestione democratica”, è inammissibile. Per questo motivo Le chiedo un Suo autorevole intervento invitandola ad un sit-in di protesta da tenersi all’esterno della Casa comunale del Comune di San Giorgio a Cremano in una data che sia a Lei più congeniale, a causa dei suoi numerosi impegni istituzionali. Sono certo che vista la sua sensibilità sul tema non farà mancare il suo appoggio a questa ennesima battaglia per la legalità, che non può non vederla in prima linea: a Quarto come a San Giorgio a Cremano. In attesa di una Suo cortese riscontro Le auguro buon lavoro.


 

 

 

 

GORI sensibile ai bisogni dei cittadini aprirà uno sportello interno alla Casa Comunale. No, mi di cono che è già in funzione da anni. Confesso che non è ........farina del suo sacco.